L’infinito... è una bolla misera, ubriaca, affranta.
I matti stelle cadenti sulla riva, sul bordo tutto in salita della normalità.
È Natale! Ve lo dico con il cuore! È Natale! Siamo tutti più buoni... Me cojoni!
Quanti lustri ci separano, da ciò che eri e ciò ch’è stato. Dai ricordi di un bambino, da rincorse a perdi fiato. Dalla scuola e le sue madri,
Se togli tutto ad un uomo inevitabilmente, diverrà, un dittatore! Prima di tutto verso se stesso.
Sarà l’amore, Il sorriso sopraffino. Saran le fragole, sarà il buon vino.
Ho sentito denigrare la farfalla ed il lombrico in un torrente impetuoso. Insulti, spegnersi in stagni d’acqua chiara.
Con Bacco e Flora ho un contenzioso. A lui devo, un di di festa e del buon vino.
Buonanotte fiordaliso, hai le stelle nel guanciale, hai la luna per amico, per coperta, hai foglie e fico. Io, ho un letto sgarrupato,
T’amo, e più non odo le mie parole. Sol delle tue, ora m’è colmo
Là dove il calcolo sogna e incontra la bellezza, nasce il genio.
Io, sono avanguardia. Non mi interessa la contestazione.
Primavera, fa’ che tra le fragole non giunga altra stagione, allontana il bianco inverno le sue cime, il suo bastone.
Dieci piccoli indiani andarono al parco, uno rimase appeso, ancorato nel fango.
Ti ho atteso in questi tre anni ogni, santo, giorno.