Non ci saranno prediche, Né più sermoni, Su ciò che ha afflitto Noi, Uomini nuovi.
Desideri senza pretese ci han forgiati. Seduti, su un altare di gradini
Ho amato fino all’inverosimile. Sono stato amato sino alla disperazione. Ho tradito
I matti stelle cadenti sulla riva, sul bordo tutto in salita della normalità.
Forse non tutti sanno che... Ti droghi!
Portami il girasole, affinchè io lo trapianti, tra le memorie dimenticate di queste corti d’amanti. Portami l’affetto
Se lo cercherai, lo troverai ai bordi delle strade o su di un gozzo acceso, mente nei suoi balocchi,
Se togli tutto ad un uomo inevitabilmente, diverrà, un dittatore! Prima di tutto verso se stesso.
Dotti, politici, badanti. Come mignotte austere,
Ho imparato che rivalsa e vendetta non colmano quel vaso vuoto che è il dolore.
Caro piccolo insetto, il tuo bozzolo è salvo la crisalide piena. Un fiore, un giorno,
Un bacio ancora e ti vorrei tra le mie gambe nude. Ad ascoltare, sentire,
L’infinito... è una bolla misera, ubriaca, affranta.
Ieri, toccavo il cielo con un dito. Non era per superbia, per vanità o altro.
Quanti lustri ci separano, da ciò che eri e ciò ch’è stato. Dai ricordi di un bambino, da rincorse a perdi fiato. Dalla scuola e le sue madri,