Parla con Amore, dicendo di non voler credere piú a le parole che a’ fatti.
#ScrittoriItaliani (XVI Rime d’amore secolo)
Veggio, quando tal vista Amor impetra, Sovra l’uso mortal madonna alzarsi, Tal che rinchiude le gran fiamme ond’ars… Meraviglia e per tema il cor impetra. Tace la lingua allor e ’l piè s’arretra
Giacea la mia virtú vinta e smarrita Nel duol, ch’è sempre in sua ragion piú… Quando pietosa di sí dura sorte Venne in sogno Madonna a darle aita; E ristorò gli spirti, e ’n me sopita
Lunge da voi, mio core, Mille volte m’uccide il mio dolore. Perché la mia partita Mi tolse l’alma; e s’io ripenso in lei 5Mi ritoglie la vita,
Dov’è del mio servaggio il premio, Amor… In que’ begli occhi al fin dolce tremant… E chi v’innalza il paventoso core?— Io: ma con l’ali de’ pensier costanti.— E s’ei s’infiamma in quel sereno ardore?…
Quando avran queste luci e queste chiome Perduto l’oro e le faville ardenti, E l’arme de’ begli occhi or sí pungenti Saran dal tempo rintuzzate e dome, Fresche vedrai le piaghe mie, né, come
Se mi doglio talor ch’in van io tento D’alzar verso le stelle un bel desio, Penso—Piace a Madonna il dolor mio—; Peró d’ogni mia doglia io son contento. E se l’acerba morte allor pavento,
Or che lunge da me si gira il sole E la sua lontananza a me fa verno, Lontan da voi, che del pianeta eterno Imagin sete, questo cor si dole In tenebre vivendo oscure e sole;
Mentre adorna costei di fiori e d’erba Le rive e i campi, ogni tranquillo fonte Parea dir mormorando:—A questa fronte Si raddolcisce il mio cristallo e serba. Se non disdegna pur ninfa superba
Quando l’alba si leva e si rimira Ne lo specchio de l’onde, allora i’ sent… Le verdi fronde mormorare al vento, E cosí nel mio petto il cor sospira. E l’aurora mia cerco; e s’ella gira
#(XviRimeD’amoreSecolo)
Quel vago affetto ch’io conobbi a pena Dianzi nel pallor vostro e ne’ sospiri, Or in lieto color par che si miri 4E ’n voce pur di placida sirena; Ma non so, lasso, a cui sí cara e piena
Al bel de’ bei vostri occhi, ond’arde A… E Febo splende, e l’uno e l’altro spira Spirto che l’alme al ciel rapisce e tira… Era intento il mio guardo e fiso ’l core… Indi attendeva in me sol quel furore
Non fonte o fiume od aura Odo in piú dolce suon di quel di Laura; Né ’n lauro o ’n pino o ’n mirto Mormorar s’udí mai piú dolce spirto. O felice a cui spira,
Sí come torna onde si parte il sole, Uscí da’ bei vostr’occhi un raggio alter… Ed illustrò la mente e ’l mio pensiero, E da’ miei lumi avvien ch’a voi rivole; E come indietro rimandare il sôle
Io mi sedea tutto soletto un giorno Sotto gli ombrosi crini Di palme, abeti e pini, E cosí ascoso udía Lauretta insieme e Lia
Tu furi i dolci odori A’ ligustri ed a’ gigli, O mobil aura, ed a’ bei fior vermigli; Ma li comparte l’auro Di Laura mia gradita;