Parla con Amore, dicendo di non voler credere piú a le parole che a’ fatti.
#ScrittoriItaliani (XVI Rime d’amore secolo)
Amor, colei che verginella amai Doman credo veder novella sposa, Simil, se non m’inganno, a còlta rosa Che spieghi il seno aperto a’ caldi rai. Ma chi la colse non vedrò giammai
A’ servigi d’Amor ministro eletto Lucido specchio anzi ’l mio sol reggea, E specchio intanto a le mie luci io fea D’altro piú chiaro e piú gradito oggetto… Ella al candido viso ed al bel petto
Donna, nel mio ritorno Il mio pensiero a cui nulla pon freno Precorre dove il cielo è piú sereno, E se ne viene a far con voi soggiorno; Né da voi si diparte
#(XviRimeD’amoreSecolo)
O ne l’amor che mesci D’amar novo sospetto, O sollecito dubbio e fredda tema, Che pensando t’accresci E t’avanzi nel petto
Uom di non pure fiamme acceso il core, Che lor ministra esca terrena immonda, Chiuda il suo foco in parte ima e profon… E non risplenda il torbido splendore: Ma chi infiammato di celeste ardore
Or che riede Madonna al bel soggiorno Chi la difende da l’estiva arsura? O qual frondoso calle o selva oscura Le rose adombra ond’è quel viso adorno? Ben ella è degna a cui di nubi intorno
Come il nocchier da gl’infiammati lampi, Dal sol nascente o da la vaga luna, Da nube che la cinga oscura e bruna O che d’intorno a lei sanguigna avvampi, Conosce il tempo in cui si fugga e scamp…
Di che stame ordirò la vaga rete Onde l’aura fugace, Amore, annodi, Mentre fugge l’insidie e spezza i nodi E le sue fiamme accende e la mia sete? D’alte querele forse o di secrete?
Quel ch’io nudrii per voi nel molle pett… Non solo fu desio, ma fero ardore Ed insolito foco e gran furore Che turbò l’alma e mi vi fe’ soggetto; E ciascun mio sospiro ed ogni detto
Disdegno e gelosia, Vostri custodi, donna, e miei nemici, Fan gli occhi miei famelici e mendici. Ed insieme col raggio De’ bei vostr’occhi i bei cortesi detti
Mentre ne’ cari balli in loco adorno Si traean le notturne e placide ore, Face, che nel suo foco accese Amore, Lieto n’apriva a mezza notte il giorno; E da candide man vibrata intorno
Non ho sí caro il laccio ond’al consorte De la vita mortal l’alma s’avvinse, Come quel ch’or me lega, e voi già strin… Già vago e dolce or duro nodo e forte: Né quel famoso ch’al figliuol dié morte
La terra si copria d’orrido velo E le falde di neve a mille a mille Cadeanle in grembo (onde a sé pria rapil… Sott’altra forma il dio che nacque in D… Quand’ecco i’ scorgo in vivo foco il gel…
Sí come torna onde si parte il sole, Uscí da’ bei vostr’occhi un raggio alter… Ed illustrò la mente e ’l mio pensiero, E da’ miei lumi avvien ch’a voi rivole; E come indietro rimandare il sôle
Ecco mormorar l’onde E tremolar le fronde A l’aura mattutina e gli arboscelli, E sovra i verdi rami i vaghi augelli Cantar soavemente