#ScrittoriItaliani (XVI Rime secolo)
Colui che ’l tutto fe’, fece ogni parte e poi del tutto la più bella scelse, per mostrar quivi le suo cose eccelse, com’ha fatto or colla sua divin’arte.
Se ’l mie rozzo martello i duri sassi forma d’uman aspetto or questo or quello… dal ministro che ’l guida, iscorge e tie… prendendo il moto, va con gli altrui pas… Ma quel divin che in cielo alberga e sta…
S’avvien come fenice mai rinnuovi qui ’l bel volto de’ Bracci di più stima… fie ben che ’l ben chi nol conosce prima per alcun tempo il perda e po’ ’l ritruo…
Se ’l foco fusse alla bellezza equale degli occhi vostri, che da que’ si parte… non avrie ’l mondo sì gelata parte che non ardessi com’acceso strale. Ma ’l ciel, pietoso d’ogni nostro male,
I’ temo più, fuor degli anni e dell’ore che m’han qui chiuso, il ritornare in vi… s’esser può qua, ch’i’ non fe’ la partit… po’ c’allor nacqui ove la morte muore.
Negli anni molti e nelle molte pruove, cercando, il saggio al buon concetto arr… d’un’immagine viva, [p. 114 modifica] vicino a morte, in pietra alpestra e dur…
Veggio co’ be’ vostr’occhi un dolce lume che co’ mie ciechi già veder non posso; porto co’ vostri piedi un pondo addosso, che de’ mie zoppi non è già costume. Volo con le vostr’ale senza piume;
Mentre c’al tempo la mie vita fugge, amor più mi distrugge, né mi perdona un’ora, com’i’ credetti già dopo molt’anni. L’alma, che trema e rugge,
Chi non vuol delle foglie non ci venga di maggio.
Come portato ho già più tempo in seno l’immagin, donna, del tuo volto impressa… or che morte s’appressa, con previlegio Amor ne stampi l’alma, che del carcer terreno
Oilmè, oilmè, ch’i’ son tradito da’ giorni mie fugaci e dallo specchio che ’l ver dice a ciascun che fiso ’l gu… Così n’avvien, chi troppo al fin ritarda… com’ho fatt’io, che ’l tempo m’è fuggito…
Io dico a voi c’al mondo avete dato l’anima e ’l corpo e lo spirto ’nsïeme: in questa cassa oscura è ’l vostro lato.
Se ben concetto ha la divina parte il volto e gli atti d’alcun, po’ di quel… doppio valor con breve e vil modello dà vita a’ sassi, e non è forza d’arte. Né altrimenti in più rustiche carte,
Qui son de’ Bracci, deboli a l’impresa contr’a la morte mia per non morire; meglio era esser de’ piedi per fuggire che de’ Bracci e non far da lei difesa
Non sempre a tutti è sì pregiato e caro quel che ’l senso contenta, c’un sol non sia che ’l senta, se ben par dolce, pessimo e amaro. Il buon gusto è sì raro