Un tempo la mia vita era facile. La terra mi dava fiori frutta in abbondanza. Or dissodo un terreno secco e duro. La vanga
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Mi sono risolto. Mi sono voltato indietro. Ho scorto uno per uno negli occhi i miei assassini.
Gli occhi di ch’io parlai sí caldamente, et le braccia et le mani et i piedi e ’l… che m’avean sí da me stesso diviso, et fatto singular da l’altra gente; le crespe chiome d’òr puro lucente
centeredIn che modo i Principi debbino osservare la fede. Quanto sia laudabile in un Principe mantenere la fede, e vivere con integrità, e non con astuzia, ciascuno lo intende. Nondimen...
#ScrittoriItaliani #1532 #IlPrincipe
Ieri ho sofferto il dolore, non sapevo che avesse una faccia sanguig… le labbra di metallo dure, una mancanza netta d’orizzonti. Il dolore è senza domani,
#ScrittoriItaliani #ScrittriciDonne
Chi ti scriverà, luce divina che procedi immutata ed immutabile dal mio sguardo redento? Io no: perché l’essenza del possesso di te è “segreto” eterno e inafferrabile…
La lodola perduta nell’aurora si spazia, e di lassù canta alla villa, che un fil di fumo qua e là vapora; di lassù largamente bruni farsi i solchi mira quella sua pupilla
Caro, dammi parole di fiducia per te, mio uomo, l’unico che amassi in lunghi anni di stupido terrore, fa che le mani m’escano dal buio incantesimo amaro che non frutta...
Madre, una notte di Natale io penso con neve in terra e fulgor d’astri in ci… e dentro il gemmeo fluttuante velo un aroma nostalgico d’incenso. Tu sfioreresti il suol col passo alato
L’amore non è nell’intaglio del tronco, nel cuore scavato tra due nomi, non è nello scherno
Ho sognato un pescatore dispiegare reti come i veli delle spose, disumanate dime di cubi mossi come vele.
Ieri, toccavo il cielo con un dito. Non era per superbia, per vanità o altro.
Ancora scenari notturni! Vagabondo per le strade - le luci sono come lance, mi trafiggono mentre scorro, lento.
Passa la nave mia colma d’oblio per aspro mare, a mezza notte il verno, enfra Scilla et Caribdi; et al governo siede ’l signore, anzi ’l nimico mio. A ciascun remo un penser pronto et rio
Faccia, zig zag anatomico che oscura La passione torva di una vecchia luna Che guarda sospesa al soffitto In una taverna café chantant D’America: la rossa velocità
Sono fatte di lacrime e di sangue e d’altro ancora. Il cuore batte a sinistra.
Ingegnere, Idraulico, Mercante. Soffri d’amor, Ne ebbe
Settembre. Andiamo è tempo di migrare. Ora in terra d’Abruzzo i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare… vanno verso l’Adriatico selvaggio che verde è come i pascoli dei monti.
Vedi Gregor come si sbricia la pagina del tempo, ti specchi nell’amore nell’occhio che s’incurva; si stenebra lo scheggio,
Deve essere stato l’abbaglio di un momen… un tac di calamita da una parola mia o s… E io che ci ricasco benché lo so come so… Ma ti amo – mi ha ripetuto e come faccio a non riamarlo io che non chiedo altro.
E fu del palco il passo lieve della vita il travo sguardo sulla quinta, il drappo che smisura il boccascena
Corpo, ludibrio grigio con le tue scarlatte voglie, fino a quando mi imprigionerai? anima circonflessa, circonfusa e incapace,
Sui campi e su le strade Silenzïosa e lieve, Volteggiando, la neve Cade. Danza la falda bianca
Ho provato a parlare. Forse, ignoro la lingua. Tutte frasi sbagliate. Le risposte: sassate.
Senza di te un albero non sarebbe più un albero. Nulla senza di te sarebbe quello che è.
“Scatto in avanti, mentre le mura mi mostrano qualcosa di familiare, riconosco colori e forme: bussole, scenari, ciuffi di oleandri, fontanelle stagnanti, radici antiche, tralci d’uva, ...
Mia madre invece aveva un vecchio grembi… per la festa e il lavoro, a lui si consolava vivendo. In quel grembiule noi trovammo ristoro fu dato agli straccivendoli
Un forte temporale si è riversato sui tetti con lampi e mol… per tutto il pomeriggio. Pensando alla freddezza e al dolore del cemento e del vetro,
Il Sedimento etico dell’equazione termica, in tecnicismi sciolti la fisica quantistica everte il fondamento plastico
L’armi ausiliarie, che sono le altre armi inutili, sono quando si chiama un potente, che con l’armi sue ti venga ad aiutare e difendere, come fece ne’ prossimi tempi Papa Iulio, il qual...
Oggi il muro è uno specchio di girandole, s’attarda un geco sull’ombra arsiccia di combuste sorbe. Vortici di polvere d’oro
Mia libertà, che da altri dipendi. Mia libertà, che sei la sciagura dei tempi.
Molte persone cercano la felicità come fosse il compromesso della vita. Il problema è che lo é. Kochis Curcio
Non si semina. Non si raccoglie. Si coltiva.
centeredDe’ Principati nuovi, che con le proprie armi e virtù si acquistano. Non si maravigli alcuno se nel parlare che io farò de’ Principati al tutto nuovi, e di Principe e di Stato, ...
Salivano verso il cielo legnosi vampi, storti echi di portali, sgocciavano pinti teli dai balconi, a spirale si placavano le vecchie fontan…
Primavera non è che s’avventuri un’altra volta e cinga di tripudi un’altra volta i rami seminudi, tutti raggiando questi cieli puri? Madre Terra, sei tu che trasfiguri
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E lui mi aspetterà nell’ipertempo, sorridente e puntuale, con saluti e storie che alle poverette orecchie dell’arrivata parranno incredibili. Ma riconoscerà, lui, ciò che gli dico?
Sai un’ora del giorno che più bella sia della sera? tanto più bella e meno amata? È quella che di poco i suoi sacri ozi precede; l’ora che intensa è l’opera, e si vede
Mio padre è stato per me “l’assassino”; fino ai vent’anni che l’ho conosciuto. Allora ho visto ch’egli era un bambino, e che il dono ch’io ho da lui l’ho avuto… Aveva in volto il mio sguardo azzurrino,
Niuno ti impone una vita che trascende, né del fusto l’albero, né il merlo, né le gote rosse di lei accese; l’incanto– o l’avarizia -
Con fuoco d’occhi un nostalgico lupo Scorre la quiete nuda. Non trova che ombre di cielo sul ghiacci… Fondono serpi fatue e brevi viole.
O Miramare, a le tue bianche torri attediate per lo ciel piovorno fosche con volo di sinistri augelli vengon le nubi. Miramare, contro i tuoi graniti
Grazia del ciel, come soavemente ti miri ne la terra abbeverata, anima fatta bella dal suo pianto! O in mille e mille specchi sorridente grazia, che da la nuvola sei nata
Che succede di te, della tua vita, mio solo amico, mia pallida sposa? La tua bellezza si fa dolorosa, e più non assomigli a Carmencita. Dici: “È l’autunno, è la stagione in vis…
Desideri senza pretese ci han forgiati. Seduti, su un altare di gradini
Ricordi? Ricordo. Ringrazi? Ringrazio. E cosa ricordi e ringrazi?
L’uomo solo si leva che il mare è ancor… e le stelle vacillano. Un tepore di fiat… sale su dalla riva, dov’è il letto del m… e addolcisce il respiro. Quest’è l’ora i… può accadere. Perfino la pipa tra i dent…
La mia poesia è alacre come il fuoco, trascorre tra le mie dita come un rosari… Non prego perché sono un poeta della sve… che tace, a volte, le doglie di un parto… sono il poeta che grida e che gioca con…
Non date retta al re, non date retta a me. Chi v’inganna si fa sempre più alto d’una spanna, mette sempre un berretto,
E fiumi più non odo di gente alcuna. Solo miseria che non vive e spare
centeredDe’ Principati nuovi, che con forze d’altri e per fortuna si acquistano. Coloro i quali solamente per fortuna diventano di privati Principi, con poca fatica diventano, ma con as...
La Luna scende le scale sul crinale, tra stelle e tramonti a volte, al naturale, a volte sulla scena,
Se mai io scomparissi presa da morte snella, costruite per me il più completo canto della pace! Ché, nel mondo, non seppi
Tu nella torre avita, passero solitario, tenti la tua tastiera, come nel santuario monaca prigioniera,
Allor che i miei buoni fratelli m’avevan… disse una voce: (io non so come e dove) “Assolto. Mancanza assoluta di prove”. Si apersero tutte le porte, si apersero… “Assolto!” Io sono “l’assolto” miei car…
17 Giu 2025, Benedizione per gravita’ lo ad un certo punto ho dovuto accettare la realtà; concepiti come trinità,
A te che siedi nell’olimpo di questa mia disperazione. Cosa t’affanna? Cosa ti rende grave di quest’umanità
Voltati, la stella che ammiravi un tempo non porta più il tuo nome. Il tuo odio l’ha oscurata, l’ingratitudine
Sorgevano soli di notte, mentre affondavi nel mio viso i tuoi occhi