#ScrittoriItaliani
Dice il Sofista amaro: ...il Pass… è come un’ombra, è come se non fos… Impossibile è trarlo dal sempitern… impossibile all’uomo, impossibile… Il Passato è passato... Il buon…
Quante volte tra i fiori, in terre… sul mare, tra il cordame dei velie… sognavo le tue nevi, i tigli neri, le dritte vie corrusche di rotaie, l’arguta grazia delle tue crestaie…
Sopra l’astuccio nitido di lacca una fascia di seta giavanese evoca un mare calmo che scintilla tra i palmizi dai vertici svettant… Mi saluta un mio pallido fratello
O il tetro Palazzo Madama... la sera... la folla che imbruna... Rivedo la povera cosa, la povera cosa che m’ama: la tanto simile ad una
“Chiesi di voi: nessuno sa l’eremo profondo di questo morto al mondo. Son giunta! V’importuno?” “No!... Sono un po’ smarrito
Le tre sorelle dalla tela rozza levano gli occhi sbigottite, poi che una voce pervade i corridoi come d’uno che irride o che singhi… “Il vento in casa!” Il vento cres…
La pecorina di gesso, sulla collina in cartone, chiede umilmente permesso ai Magi in adorazione. Splende come acquamarina
L’Uno è tutto esaurito, non lo trova più nessuno, a chi dà copia dell’Uno un milione è profferito. Col più gran caffè concerto
Giugno. Per le finestre il sole i… la bella stanza d’una luce aurina: freme la messe ai solchi della chi… la messe ormai matureggiante e bio… La bruna sposa sede alla vicina
Nell’impero dell’acque e delle nub… dove regnava il pecoraio e il greg… o Numero, già fatta è la tua legge dalla potenza delli ordegni indubi… Conduce un filo il moto che tu rub…
Anche te, cara, che non salutai di qui saluto, ultima. Coraggio! Viaggio per fuggire altro viaggio. In alto, in alto i cuori. E tu be… In alto, in alto i cuori. I marin…
—Consolati, Maria, del tuo pelleg… Siam giunti. Ecco Betlemme ornata… Presso quell’osteria potremo ripos… ché troppo stanco sono e troppo st… Il campanile scocca
M’è dolce cosa nel tramonto, chino sopra gli alari dalle braci roche, m’è dolce cosa convitar le poche donne che mi sorrisero in cammino. II.
Primavera non è che s’avventuri un’altra volta e cinga di tripudi un’altra volta i rami seminudi, tutti raggiando questi cieli puri? Madre Terra, sei tu che trasfigur…
Il volto un poco inchina —né triste né giocondo— sopra il seno infecondo la Donna sibillina. Il piucheumano mesto